Mps, Tribunale condanna gli ex vertici per aggiotaggio: 6 anni a Profumo e Viola

Si è concluso con due condanne il processo agli ex vertici di Montepaschi, relativo a operazioni di falsificazione di bilancio condotte fra il 2012 e il 2015. Alessandro Profumo, ex presidente di Mps e attuale ad di Leonardo, e Fabrizio Viola, ex ad di Mps, sono stati condannati a sei anni di reclusione in primo grado per i reati di false comunicazioni sociali, relative a una semestrale del 2015, e per aggiotaggio.
Agli stessi Viola e Profumo è stata inflitta anche una multa da 2,5 milioni di euro ciascuno. “Leggeremo con attenzione le motivazioni e senz’altro presenteremo appello contro una sentenza che consideriamo sbagliata”, ha commentato l’avvocato dei due ex amministratori di Mps, Adriano Raffaelli, “abbiamo sempre creduto nel corretto operato dei nostri assistiti”.
Fra i condannati compare anche l’ex presidente del collegio sindacale, Paolo Salvadori, con una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione.Per quanto riguarda Mps, infine, la condanna del Tribunale ha previsto, inoltre il pagamento di una sanzione da 800mila euro.
Nessuna conseguenza per l’incarico di Profumo
Per il momento, la pena accessoria prevista dalla condanna del Tribunale di Milano, che interdice a Profumo la rappresentanza di società per due anni, non avrà ripercussioni sull’attuale ruolo ricoperto alla guida di Leonardo, una delle tre maggiori società del settore difesa in Europa. Secondo fonti legali raggiunte dall’agenzia Radiocor, infatti, la condanna non impatterà sugli incarichi di Profumo, in quanto non definitiva.
I nodi del processo sugli ex vertici di Mps
La vicenda giudiziaria di Viola e Profumo, relativa alla contabilizzazione degli ormai celebri derivati Santorini e Alexandria, aveva conosciuto una svolta nell’aprile 2018, in sede di udienza preliminare, con un rinvio a giudizio disposto dal gup nonostante la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Milano.
Come Wall Street Italia ebbe modo di scrivere nel 2019, i derivati Santorini e Alexandria sono “due strumenti finanziari che si presume siano stati occultati nei bilanci, con scambi ‘solo figurativi’ di Btp, per nascondere perdite di diverse centinaia di milioni”. “Le cause legali in corso”, legate a questi derivati, “vengono considerate tuttora un peso che andrebbe a gravare sulla nuova Mps”.


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